Io sono diverso

Falconecropped-ExeRagTime72.jpgPresentazione Istituto

L’istituto Falcone è un Istituto Superiore caratterizzato da tre indirizzi professionali distinti:

  • Istituto professionale per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera con corsi quinquennali e corsi IFP regionali
  • L’istituto professionale fotografico
  • L’Istituto Tecnico grafico

La popolazione studentesca dell’istituto è omogeneamente caratterizzata da un forte investimento nel profilo professionale scelto e nella propensione all’apprendimento attraverso l’operatività, poco propensa allo studio teorico.

La fascia di età adolescenziale connota la popolazione scolastica per la forte ricerca di identità personale vissuta in un alternanza di emozioni, che caratterizzano tutti i comportamenti degli alunni, nell’oscillazione continua tra desiderio di appartenenza ad un gruppo e ricerca di differenziazione.

La conoscenza di sé, delle proprie caratteristiche, dei propri punti di forza e debolezza, l’acquisizione di strategie e soluzioni personali per progettare, costruire e affrontare la propria esperienza di vita, sono aspetti che hanno grande rilevanza per gli adolescenti in genere, ma costituiscono prerequisiti essenziali per alunni che hanno già dato un indirizzo al proprio progetto di vita, e devono per questo essere coltivate e approfondite all’interno dell’esperienza scolastica.

L’Istituto Falcone ha inoltre connotazioni ulteriori che richiamano attenzioni formative particolari:

  • l’Istituto è caratterizzato, anche a livello territoriale, per il rigore nella richiesta di rispetto del regolamento disciplinare che impone agli allievi dei percorsi professionalizzanti del settore della Ristorazione e dell’Ospitalità alberghiera, di indossare una divisa di frequenza scolastica, che determina quindi anche visivamente la dimensione dell’appartenenza ma che ne contempo impedisce agli alunni di utilizzare un abbigliamento personale che consenta a ciascuno di distinguersi, di essere unico e diverso. Gli alunni di questo settore, condividono gli spazi della scuola con i ragazzi dei percorsi fotografico e grafico che non devono indossare alcuna divisa omologante e che caratterizzano il loro aspetto esteriore attraverso l’abbigliamento spesso eccentrico e fortemente connotante, nel desiderio di comunicare in modo tangibile il desiderio di distinzione, rispetto ai compagni.
  • Un’altra caratterizzazione dell’Istituto è il numero considerevole di alunni con Bisogni Educativi Speciali per i quali la scuola elabora un percorso scolastico personalizzato. Questi alunni, seppure per ragioni diverse rispetto a quelle sopra esposte, vivono la loro esperienza scolastica e, più in generale di crescita, nella ricerca di omologazione al resto della classe tanto da vivere emotivamente con grande difficoltà, ogni forma di personalizzazione.

Il contesto socio culturale dell’area del gallaratese non offre spazi accessibili a tutti, all’interno dei quali gli adolescenti possano rispondere ai loro bisogni di formazione emotiva ed esprimere la loro creatività, come il loro bisogno di comunicazione ed elaborazione della loro esperienza di vita per crescere emotivamente e diventare persone e cittadini, consapevoli di sé e degli altri.

Tutto quanto sopra descritto motiva da tempo, nei docenti, la ricerca, di spazi ed opportunità formative capaci di rispondere in modo nuovo ed originale, alle istanze poste dagli alunni, con particolar riferimento a quelle relative alla crescita emotiva, che non sempre ha l’adeguato spazio nel curricolo scolastico e nella conseguente organizzazione del tempo scuola.

Sono quindi stati attivati i istituto 3 diverse opportunità formative per rispondere alle richieste di alunni.

Presentazione Progetti Attivi:

  • Laboratorio espressivo/danza: finalizzato ad offrire ad allievi disabili uno spazio creativo, sereno, rigenerante, gratificante dove si lavora a partire da ciò che ognuno è e può fare dando ampio spazio alla dimensione soggettiva dell’alunno.L’obiettivo è promuovere e facilitare nell’alunno disabile la consapevolezza del proprio stesso movimento, imparando a conoscerlo e riconoscerlo secondo parametri concretamente motori; e facilitare l’incontro con l’altro attraverso la condivisione del messaggio motorio.
  • Laboratorio teatrale: offre un contesto esperienziale agli allievi disabili della scuola che presentano significative difficoltà nell’interazione con i pari, nella gestione delle novità e delle modifiche inattese dei contesti e delle attività, nella gestione delle proprie emozioni. Attraverso attività di Role Playing su specifici temi connessi alle emozioni, gli alunni affrontano il proprio mondo emotivo in un contesto protetto, che nasce con funzione formativa per permettere a questi stessi alunni di:
    • Riconoscere le proprie emozioni
    • trovare modalità per comunicarle alle persone presenti nel contesto in modo funzionale, riconoscere le emozioni altrui decodificando il loro comportamento
    • rapportarsi alle emozioni altrui.

L’esperienza dell’improvvisazione teatrale, permette di simulare situazioni della vita reale, nelle quali gli alunni faticano a modulare il proprio comportamento, per ridurre progressivamente i comportamenti disfunzionali che determinano spesso l’emarginazione dal gruppo dei pari, apprendendo comportamenti funzionali ai contesti di vita. Attraverso l’esperienza della recitazione vengono quindi offerte agli alunni partecipanti, “esperienze di storie sociali” che rappresentano contesti riabilitati e quindi formativi essenziali soprattutto per persone che rientrano nello spettro autistico, come gli alunni per i quali si propone l’attività descritta.

  • Laboratorio musicale: aperto a tutti, offre un percorso nel quale musicalità, sonorità. socializzazione, integrazione e competenze altre sono gli obiettivi. Attraverso momenti distribuiti durante l’anno, in orario extrascolastico, gli alunni presentano brani cantati o strumentali che parlano delle loro competenze, ma anche delle loro emozioni. Confrontandosi con altri pari, gli studenti si organizzano in gruppi mettendo in gioco le capacità dei singoli a vantaggio di tutti. Attraverso l’esibizione di fronte ad altri studenti e il confronto con i docenti, si costituiscono gruppi di lavoro che si incontrano periodicamente per:
    • presentare se stessi attraverso
      • la musica
      • il confronto (verbale)
        • trovare sinergie diverse e comuni
        • distribuire compiti e ruoli
        • tracciare un programma musicale

Attraverso l’esperienza del laboratorio musicale, gli studenti possono offrire aspetti diversi della loro personalità, facendo trasparire ricchezze del proprio bagaglio culturale che difficilmente potrebbero venire a galla, mettendo in gioco competenze altre, dimostrando il “saper fare in altro ambito” che non sia solo quello scolastico,; ciò aiuta psicologicamente lo studente che viene “trascinato” in un circolo virtuoso, migliorando le proprie prestazioni scolastiche.

Traggono beneficio tutti i ragazzi che ritrovano nella realtà musicale un’oasi di confronto e di realizzazione delle proprie possibilità, fossero anche solo parziali.

Ultimo aspetto infine “la musica d’insieme” curata e strutturata dai docenti, in cui il gioco di squadra, la distribuzione dei compiti, la rapsodia degli interventi musicali, permette a ciascuno di inserirsi con quello che sa fare, anche se per un momento circoscritto.

Progetto LAIV 2014 – IO SONO DIVERSO

Introduzione

“Io sono diverso” è un progetto di teatro rivolto a studenti per favorire la crescita della consapevolezza di sé, e valorizzare le ricchezze e possibilità creative insite nella diversità.

Le tematiche scelte, oltre che costituire unità didattica multidisciplinare, offrono possibilità di sviluppare e acquisire competenze di cittadinanza e disciplinari relative all’ambito linguistico espressivo e professionale.

Attraverso il lavoro sulla tematica si offre la possibilità di creare un gruppo di lavoro in grado di elaborare al suo interno dinamiche interpersonali e in grado di usare le tecniche teatrali in funzione espressiva e comunicativa

Laboratorio: IO SONO DIVERSO

 La diversità culturale, patrimonio comune dell’Umanità

“La cultura assume forme diverse nel tempo e nello spazio. La diversità si rivela attraverso gli aspetti originali e le diverse identità presenti nei gruppi e nelle società che compongono l’Umanità. Fonte di scambi, d’innovazione e di creatività, ladiversità culturale è, per il genere umano, necessaria quanto la biodiversità per qualsiasi forma di vita. In tal senso, essa costituisce il patrimonio comune dell’Umanità e deve essere riconosciuta e affermata a beneficio delle generazioni presenti e future”. (Art. 1 della DICHIARAZIONE UNIVERSALE DELL’UNESCO SULLA DIVERSITA’ CULTURALE)

Il progetto di laboratorio teatrale “Io sono diverso” intende affrontare il tema della diversità pur con la consapevolezza dell’ampiezza dello stesso e delle sue numerosissime declinazioni.

In particolare si è scelto di indagare tale tema per portare l’attenzione dei ragazzi sulle ricchezze e possibilità creative insite nella diversità.

Marco Lodoli, in uno splendido articolo apparso su Repubblica nel 2004, riportava le parole di una sua alunna quindicenne, mostrandone la sua triste disillusione: “Oggi solo pochissimi possono permettersi di avere una personalità. I cantanti, i calciatori, le attrici, la gente che sta in televisione. Loro esistono veramente… tutti gli altri non sono niente e non saranno mai niente… noi possiamo solo comprarci delle mutande uguali a quelle di tutti gli altri, non abbiamo nessuna speranza di distinguerci”.

La diversità fa paura, non solo nell’altro (lo straniero, il portatore di handicap, l’omosessuale…), ma anche in noi stessi. Apparire “diversi” potrebbe significare l’esclusione dal gruppo, non essere capiti.

A volte, di contro, la diversità viene scelta e vissuta, specialmente nell’adolescente, come forma di ribellione verso i compagni, gli insegnanti la famiglia.

Quindi, se da un lato, emerge e forte il rischio dell’omologazione e dell’annientamento della personalità per la paura di non essere accettati, dall’altro esiste il problema opposto, quella della diversità a tutti i costi che non è espressione reale di se stessi, ma di un disagio.

In teatro si è tutti uguali: non esistono le categorie del bello e del brutto, dello stupido e dell’intelligente; le barriere geografiche, sessuali, politiche sono abbattute. Ogni individuo ha particolarissime corde e deve solo imparare a farle vibrare. La sua melodia sarà diversa da qualunque altro, unica, irripetibile, come lo sono la sua voce, il suo corpo, il suo immaginario, la sua sensibilità. Il compito della pedagogia teatrale è quella di portare l’allievo verso la scoperta di quelle corde, fornirgli gli strumenti per farle vibrare e lasciare che si diverta e impari a comporre melodie.

In teatro tutti possono trovare la propria unicità e scoprirla meravigliosa e arricchente per gli altri, nello stesso tempo, poiché il teatro è un “non luogo” e un “non tempo” tutti i criteri di giudizio vengono a crollare e le dinamiche della quotidianità scardinate.

Tipologia del progetto:

Proponiamo un percorso laboratoriale della durata di tre anni.

Il laboratorio sarà aperto, nel suo primo anno, a tutte le classi del biennio dell’istituto, al fine di creare un gruppo fisso, ma elastico nel secondo anno a nuove entrate, che possa approfondire lo studio della teatralità e del tema proposto negli anni successivi.

Contestualmente la tematica verrà proposta durante l’orario curricolare dall’équipe di docenti aderenti al progetto. È prevista inoltre una sinergia con le materie di indirizzo Fotografico e Grafico al fine di creare supporti video e fotografici che indaghino la diversità nelle sue più disparate declinazioni.

Articolazione Laboratorio

Il laboratorio si articolerà su tre anni:

Il primo anno sarà focalizzato sulla creazione del gruppo incentrando il lavoro pedagogico teatrale sulle basi della tecnica attorica.

Verrà affrontata la tematica dell’unicità attraverso il gioco creativo e il training corporale. Mettendo in risalto le peculiarità e le attitudini naturali di ogni alunno, specificheremo che per quanto lo strumento dell’attore sia per tutti lo stesso, ossia il corpo-voce, ognuno è portatore di un’armonia unica e irripetibile. Non esiste corpo sgraziato, non esiste una brutta voce.

Il tema della diversità verrà introdotto e indagato sia durante le ore laboratoriali che in quelle curricolari, i ragazzi si renderanno parte attiva nella discussione e nell’approfondimento e sceglieranno quale aspetto di un tema tanto vasto considerano più urgente, necessario e interessante.

Chiederemo inoltre, ai ragazzi di tutto l’istituto, di produrre materiale fotografico che racconti la diversità. Alla fine di questa prima parte del progetto verrà istituita una mostra fotografica aperta a tutta la scuola, nell’aula dedicata al progetto LAIV.

Durante il secondo anno verranno ripresi i fondamenti del linguaggio teatrale, offrendo l’opportunità a nuovi alunni di inserirsi nel gruppo già avviato. Il lavoro sul corpo e sulla voce troverà la sua naturale applicazione nel gioco d’improvvisazione e composizione.

Finalizzeremo tutto il processo creativo alla stesura di una drammaturgia scenica originale riguardante l’aspetto prescelto dai ragazzi del laboratorio durante il primo anno.

Partendo da un lavoro singolo su monologhi di creazione degli allievi, cercheremo di approdare ad una drammaturgia collettiva.

Al fine di sviluppare l’esperienza della mostra fotografica dell’anno precedente ai ragazzi di tutto l’istituto sarà chiesto di produrre dei video della durata massima di 1,30 min. a manifesto del tema e del progetto. I video saranno vagliati e messi a disposizione della scuola attraverso un canale YouTube predisposto e proiettati in una “giornata evento”.

Il terzo anno, partendo dalla drammaturgia prodotta durante l’anno precedente e da tutto il materiale raccolto (fotografie, video), sarà dedicato alla messa in scena di uno spettacolo e di una mostra aperta al pubblico.

Tematiche in sintesi del laboratorio teatrale

Fisicità: I primi incontri saranno dedicati ad un lavoro fisico – sensoriale di riscoperta della propria corporeità, attraverso giochi ed esercizi che sviluppano l’ equilibrio, la coordinazione dei movimenti, la fiducia nelle proprie potenzialità, il rilassamento in contrapposizione alla tensione.

Il gruppo: lavoro sull’ascolto e sulla relazione interpersonale nell’organizzazione dell’azione scenica.

Spazialità: studio della percezione del movimento nello spazio. Scoperta dello spazio individuale e di quello collettivo.

La comunicazione: Verrà esaminato e sperimentato il suono come sviluppo del respiro, slegato dalle parole ma vicino ai significati, e verranno proposti giochi sonori grazie ai quali i ragazzi avranno la possibilità di comunicare attraverso nuovi linguaggi. Verrà favorito, così, lo scambio conoscitivo e linguistico, stimolando la fantasia e la creatività.

La creatività: sviluppo della fantasia analogica e studio delle sue possibilità espressive.

Improvvisazione: tecniche e regole dell’improvvisazione libera.

Il personaggio: studio della fisicità, emotività e mentalità di un personaggio.

Azione fisica: dal movimento all’azione, scoperta dell’elemento base del lavoro dell’attore.

Obiettivi

Obiettivi generali:

  • Sviluppare forme di collaborazione con enti di formazione esterni che strutturino all’interno dell’istituto la presenza di spazi permanenti di crescita attraverso le arti performative.
  • Completamento delle esperienze laboratoriali curricolari ed extracurricolari già presenti in Istituto a supporto della formazione intellettiva e socio affettiva;
  • Sviluppare la capacità imprenditoriale dei ragazzi attraverso le attività di alternanza scuola lavoro

Obiettivi specifici:

  • Sviluppare modalità didattiche laboratoriali, per compiti, su progetti;
  • Promuovere diverse modalità espressive;
  • Sviluppare la conoscenza di sé e la gestione delle proprie emozioni in modo socialmente funzionale;
  • Sviluppare la capacità cooperativa tra studenti, operatori e docenti.
  • Sviluppare la creatività attraverso l’esercizio della pratica teatrale e la creazione di una drammaturgia
  • Sviluppare la competenza relativa alla progettazione scenografica e illuminotecnica

Strategie

Il laboratorio teatrale sarà offerto a gruppi di massimo 20 alunni appartenenti alle classi prime dell’Istituto; i docenti di lettere di tutte le prime classi ed i coordinatori delle stesse, saranno attivamente coinvolti come equipe di raccordo con gli operatori di Ragtime, per integrare all’interno della progettazione didattica le attività del laboratorio teatrale, affinché la tematica individuata dagli alunni partecipanti al laboratorio teatrale, divenga elemento portante dell’interdisciplinarietà.

A fianco del gruppo di alunni che parteciperà al laboratorio di teatro, opereranno gli alunni del biennio fotografico per cimentarsi concretamente su competenze relative alla progettazione scenografica, al fine di creare un evento culturale aperto a tutta la cittadinanza, in cui saranno gli alunni dell’Istituto a realizzare tanto la progettazione e la realizzazione della campagna di promozione, che la messa in scena dello spettacolo teatrale, tanto rispetto al testo che alle scenografie ed alle luci.

La costituzione del gruppo teatrale di Istituto, che accompagna e sostiene il percorso formativo degli alunni dell’Istituto, permetterà di caratterizzare l’istituto Falcone anche nella sua apertura al territorio, divenendo agenzia culturale ….

Competenze docenti: utilizzo del linguaggio teatrale come metodica didattica; applicazione in ambito didattico delle metodologie sottese alla pratica laboratoriale teatrale:Brainstorming; Lezione euristico socratica; problem solving; peer education

Competenze alunni: esprimere attraverso modalità comunicative diverse il proprio mondo emotivo e la propria visione della realtà; saper orientare il proprio comportamento in relazione al contesto, alla situazione, all’oggetto della comunicazione; saper condividere spazi e finalità dell’azione; acquisire motivazione all’investimento nello studio; sviluppo dell’autostima; saper realizzare un impianto scenico in relazione all’evento.

Il percorso laboratoriale teatrale della durata di tre anni, con cadenza settimanale è aperto alle classi del biennio: nella I Fase gli operatori di Ragtime insieme ai docenti dell’istituto, lavoreranno per la creazione del gruppo anche attraverso l’ introduzione al tema della diversità, per sollecitarne poi l’approfondimento e raccolta di materiale fotografico nei ragazzi perché sia lo stesso gruppo di alunni ad individuare la declinazione più significativa per loro; verranno inoltre svolte lezioni teoriche relative all’attività teatrale sulla base della tecnica attorica e parallelamente i docenti acquisiranno le tecniche pedagogiche fondamentali dell’attività teatrale. Nella II Fase verranno ripresi i fondamenti del linguaggio teatrale. Nell’attività laboratoriale i ragazzi lavoreranno in particolare sul gioco di improvvisazione e composizione. E affiancati dai docenti delle classi oltre che dagli operatori di Ragtime, svolgeranno il lavoro su monologhi; per arrivare alla stesura di una drammaturgia collettiva; Gli alunni del fotografico accompagneranno i lavori con la realizzazione di micro video che saranno poi utilizzati in fase di documentazione dell’esperienza. A partire dagli esisti dei due anni precedenti , nella III Fase si produrrà lo spettacolo teatrale che sarà oggetto dell’evento culturale finale corredato da mostra fotografica e video. La realizzazione dell’evento culturale è demandata agli alunni che lavoreranno in Alternanza, all’interno dell’Agenzia Grafica dell’Istituto.

Raccordo con la programmazione didattica curricolare:

  1. Nelle attività laboratoriali teatrali extra curricolari, nel primo anno, gli alunni delle classi prime declineranno la tematica. Tale scelta costituirà sfondo integratore per le unità didattiche interdisciplinari curricolari affrontate dai docenti nelle attività curricolari
  2. la tipologia testuale relativa ai testi teatrali è oggetto della programmazione di Lettere delle classi seconde. Tale programmazione sarà quindi orientata allo studio di testi relativi alla tematica scelta nel gruppo
  3. la narrazione dell’esperienza vissuta, diviene occasione per sviluppare negli alunni la competenza nella stesura di testi che non solo rappresentino la cronaca di quanto accade, ma anche delle emozioni che accompagnano non solo l’esperienza vissuta dai partecipanti ma anche la ricaduta che questa permette man mano, nel percorso di costruzione di sé. Se da una parte ciò permette una forte integrazione con la disciplina di lettere, non di meno è opportunità per gli alunni del corso di fotografica per una narrazione che utilizza un mezzo espressivo non verbale, quale è la fotografia
  4. l’esperienza teatrale è occasione per gli alunni per imparare a gestire emotivamente diverse situazioni e diviene opportunità per i docenti del settore Enogastronomia, con particolare riferimento ai docenti di Sala, per acquisire tecniche di insegnamento che contemplino anche l’arte della recitazione da inserire nel curricolo formativo professionalizzante, in quanto consente agli alunni di apprendere modalità di comportamento funzionali all’esercizio di un lavoro che espone fortemente alla relazione con il pubblico.
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