Nòmos e Physis

CCCcropped-ExeRagTime72.jpg1. Nòmos e Physis: IL CONTESTO

1.1 Presentazione del Liceo “Ernesto Cairoli”

II Liceo Classico “Ernesto Cairoli” è una delle più antiche scuole di Varese: nato agli inizi del secolo scorso (la data di fondazione è il 21 ottobre 1908) per iniziativa di alcuni benemeriti cittadini e con il sostegno dell’Amministrazione Comunale, si è consolidato e potenziato nel tempo fino a raggiungere la sua consistenza attuale. Fin dalle origini ha sede nel secentesco edificio di via Dante, originariamente destinato a ospitare una comunità di Frati Cappuccini e successivamente trasformato, a fine ‘700, durante l’età napoleonica, in lussuosa villa privata (Villa Quiete). Le ristrutturazioni cui è stato soggetto nel corso degli anni ne hanno consentito un utilizzo sempre più adeguato alle mutate esigenze scolastiche. L’istituto è statale dal 1935.

1.2 Il territorio e l’utenza

Circa metà degli studenti risiede nel Comune di Varese; gli altri provengono in gran parte dal nord della provincia, caratterizzato da un territorio dalla configurazione prevalentemente montuosa. Gli allievi non residenti in Varese provengono dai singoli comuni in gruppi di dimensioni per lo più ridotte. I servizi di trasporto pubblico garantiscono solo in parte collegamenti funzionali all’attività scolastica con il capoluogo. Ai fini di migliorare l’offerta formativa sono state attuate iniziative di collaborazione con enti locali (Assessorato alla Cultura del Comune di Varese, Archivio comunale, Musei Civici, Osservatorio astronomico, Università dell’Insubria, Politecnico di Milano e molti altri enti pubblici e privati o associazioni a carattere culturale come Rag-Time) che verranno mantenute e potenziate per consentire una più dettagliata lettura delle necessità legate al territorio. Sono stati anche allacciati rapporti di collaborazione con istituzioni straniere, in particolare britanniche (Università di Birmingham, Università di Leicester) per istituire fecondi scambi culturali e favorire la crescita della dimensione internazionale del Liceo.

1.3 Il laboratorio teatrale del liceo

Al Liceo Classico di Varese esiste una lunga tradizione di laboratorio teatrale con performance ad ampio spettro, dal testo classico al teatro di avanguardia, con risultanze soddisfacenti in relazione alla crescita personale degli allievi direttamente coinvolti, ma con limitata ricaduta sul curriculum degli altri studenti, visto il coinvolgimento limitato dei dipartimenti disciplinari

2. OBIETTIVI DEL PROGETTO E FRUITORI PREVISTI

2.1 Obiettivi generali

  • Formazione di un’équipe di docenti, appartenenti ai diversi dipartimenti dell’istituto, che approfondisca le tematiche trattate nel laboratorio durante le lezioni
  • Fornire agli studenti strumenti di comunicazione e metodologie di studio alternative e integranti rispetto a quelle proposte nel POF.
  • Garantire il confronto aperto e creativo tra gli alunni, che si fanno protagonisti dell’intero progetto, gli operatori e i docenti.

2.2 Obiettivi Specifici

  • Lavoro sul sé finalizzato all’integrazione nel gruppo, valorizzando così la propria personalità e mettendola al servizio della comunità.
  • Crescita intellettuale ed esperienziale degli studenti rispetto al tema affrontato, del rapporto cioè tra legge di natura (physis) e legge scritta (nòmos).
  • Riflessione su temi classici riportandoli alla contemporaneità sia nei contenuti che nelle forme espressive (teatro di ricerca, di innovazione e indagine).

2.3 Fruitori

I fruitori diretti del laboratorio saranno 25/30 alunni che sceglieranno liberamente di far parte del gruppo teatrale e che quindi potranno provenire da qualsiasi classe dell’Istituto. Tutti gli studenti del Liceo però affronteranno la tematica scelta in ambito curricolare e assisteranno alla rappresentazione teatrale messa in scena a alla fine di ogni anno scolastico.

3. STRATEGIA DI INTERVENTO

3.1 Tematica progettuale prescelta

Si vuole indagare il tema filosofico della distinzione tra legge di natura “Physis” e quella dell’uomo o della legalità “Nomos” attraverso il teatro. Anche una compagnia di attori, come ogni forma di comunità, si trova spesso a dover affrontare il tema della giustizia. Un tema ampio che riguarda il rispetto delle leggi (nel caso teatrale non scritte, ma altrettanto rigide) contrapposto alla necessità di infrangerle in nome di un ordine naturale che sovrasta ogni individuo.
Il teatro è un gioco (ci rifacciamo in questo caso alla traduzione dell’atto del recitare in inglese o in francese to play – jouér) e come tutti i giochi ha delle regole. Regole precise che, se non rispettate, rischiano di frantumare la piccola grande illusione che con uno spettacolo ogni sera prende vita. Non solo, anche nelle fasi di prova e, prima ancora, in quella propedeutica è necessario che l’allievo attore acquisisca tali regole e che queste diventino parte del proprio personale bagaglio artistico. In questo caso possiamo parlare di tecnica, la base, insomma, sulla quale si può costruire e indagare la propria creatività.
Ma la creatività non risponde a regole, a schemi, a norme. Piuttosto è governata da impulsi, ondate, è fatta di andamenti e non può essere dominata, è per definizione libera e diversa per ognuno di noi. Come fare allora? Sappiamo bene che l’una- la tecnica- senza l’altra –la creatività- non possono vivere in teatro, ma come farle coesistere? Come lasciare che tra le pieghe delle rigide regole scorra la fantasia e l’immaginazione? E come rendere queste ultime strutturate e al servizio della tecnica?
La pedagogia teatrale continuamente deve assolvere il compito di fornire strumenti pratici e tecnici allo studente e allo stesso tempo avere la cura di non ingabbiare le sue potenzialità creative in un ordine troppo rigido e fisso.
Ecco che il tema da noi scelto, fondante nella crescita e nello sviluppo dell’individuo, può trovare una declinazione educativa e in qualche modo liberatoria per lo studente.
Nel teatro si scopre la necessità di rispettare le leggi che lo governano (dal rispetto del compagno, a quello per il testo, fino alle tecniche recitative dell’uso della voce e del corpo) ma anche di non annientarsi in quanto persone portatrici di un’unicità e di una ricchezza creativa peculiare.
Lo studio delle tecniche base e il lavoro volto a liberare e rendere produttiva la creatività individuale troverà la sua naturale declinazione nello studio e messa in scena di testi teatrali e non, che riguardano e studiano il tema, siano essi classici o contemporanei.

3.2 Tipologia del progetto

Il laboratorio teatrale sarà aperto a tutte le classi dell’istituto garantendo una partecipazione spontanea degli alunni. Contestualmente il tema di indagine “Nòmos e Physis” sarà approfondito nell’orario curricolare dalle materie di competenza (Italiano, Filosofia, Greco…) e il materiale raccolto –temi, ricerche, ecc.- sarà oggetto di studio e riflessione durante il laboratorio stesso, prevedendo così una sinergia e una collaborazione tra il corpo docenti e l’operatore teatrale che sarà peraltro affiancato attivamente durante tutto il percorso dalla Professoressa Pinuccia Soru, ex docente dell’istituto stesso e storicamente responsabile dei progetti teatrali tenutesi fin qui.

3.3 Fasi operative del laboratorio

Prima fase

Attraverso il lavoro sul singolo, finalizzato alla creazione del gruppo, verranno forniti agli alunni gli strumenti basici della tecnica e del linguaggio teatrali. Verranno identificate le regole non scritte del gioco del teatro e praticamente messe in atto, dimostrandone la necessità e le possibilità espressive intrinseche.
Durante questa prima fase il tema della legge di natura e della legge dell’uomo sarà elaborato in classe durante le ore curriculari.

Seconda fase
La seconda parte del laboratorio sarà dedicata all’espressione del sé attraverso la scoperta delle potenzialità creative peculiari lavorando in improvvisazione. Si intende, in questa fase, portare i ragazzi a sperimentare nuove soluzioni comunicative attraverso il corpo-voce e la parola.
Contestualmente il materiale prodotto in orario curricolare diventerà spunto di lavoro e di indagine critica.

Terza fase
In accordo con il corpo docenti e i ragazzi del laboratorio verrà scelto un testo pertinente al tema fondante del progetto che diventerà oggetto di lavoro per la messa in scena finale.

3.4 Argomenti in sintesi della prima e seconda fase del laboratorio

IL CORPO: studio delle possibilità espressive della corpo primo fondamentale strumento dell’attore. Il training attoriale come mezzo per arricchire il proprio bagaglio espressivo dal quale attingere in maniera creativa durante il processo di composizione.

LO SPAZIO: I ragazzi verranno stimolati ad esplorare lo spazio e motivati ad acquisire sicurezza e coscienza
all’interno di esso, rendendoli consapevoli del proprio spazio individuale in un luogo condiviso

IL GRUPPO: integrando il proprio lavoro teatrale con quello degli altri, viene al tempo stesso sia salvaguardato il proprio spazio di intervento, sia aumentata la qualità e l’ampiezza del lavoro del gruppo. L’esperienza teatrale non è un’esperienza individuale, ma collettiva. In cui il singolo si riconosce e si fa riconoscere attraverso i suoni, i gesti e i movimenti, che in teatro si trasformano in un nuovo linguaggio comune, polisemico e simbolico

LA COMUNICAZIONE: studio delle relazioni umane attraverso la purezza della comunicazione non verbale.

LA CREATIVITA’: Attraverso i giochi di immedesimazione e gli esercizi di mimesi, i ragazzi potranno
sperimentare l’ altro da sé, creando situazioni teatrali che, attingendo dal vissuto e dalla capacità immaginifica, li porteranno a cercare nuove soluzioni comunicative.

IL CORPO PARLANTE: scoperta della propria voce naturale come semplice azione fisica.

4. CONCLUSIONI

Si intende, con il percorso triennale di laboratori proposti sulla tematica “Nomos e Physis”, da noi avvertita come necessaria e urgente, consolidare la tradizione teatrale dell’Istituto rafforzandone le specificità e la ricaduta in termini di crescita personale e civile degli alunni, apportando le competenze professionali di un ente terzo come Rag Time. Si crede che tale esperienza possa fornire strumenti nuovi al percorso già intrapreso in passato e che possa essere veicolo di nuove sinergie tra il metodo tradizionale di insegnamento-apprendimento e quello teatrale, affinché quest’ultimo si possa sempre più radicare nel percorso didattico dell’istituto diventando un punto di riferimento per gli alunni anche negli anni successivi al triennio. È nostra intenzione, quindi, cominciare un cammino di ricerca duraturo rilanciando, di volta in volta, tematiche di studio e approfondimento sentite sia dai docenti che dagli alunni.

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