Marco Baliani e Maria Maglietta in "Identità"

Marco Baliani e Maria Maglietta in “Identità”

Giovedì 18 febbraio 2016, ore 21
TEATRO NUOVO, Viale dei Mille 39, VARESE
Marco Baliani e Maria Maglietta

Identità

di e con Marco Baliani e Maria Maglietta

Aiuto regia Barbara Roganti
Disegno luci Emiliano Curà
Fonica e luci Dario Alberici
Consulenza musicale Mirto Baliani
Consulenza scientifica Enrico Febbo

Produzione Casa degli Alfieri

La parola “identità” ci viene incontro in ogni momento della nostra vita sociale, oggi, più ancora di quanto non accadesse anni fa. E’ come una parola puntaspilli dove vanno a infilarsi e a convergere una pluralità di temi, di sostanze, ma anche di racconti. Nello spettacolo torna spesso una domanda “chi sei tu?”, che rimanda subito a una domanda complementare “chi sono io?”. L’identità di ciascuno si definisce a partire dalla relazione con l’altro: per questo “identità” è una parola densa di conflitti e contraddizioni, per definirla serve sempre un’alterità, qualcuno o qualcosa con cui confrontarsi e da cui differenziarsi.

Nei secoli ma anche in tempi a noi prossimi, esaltando la parola “identità” abbiamo visto compiersi massacri, negandola abbiamo visto compiersi stermini. Identità religiosa, identità etnica, identità sessuale, identità nazionale, identità genetica, identità biologica, l’elenco potrebbe continuare a lungo. Dalla modernità in poi, questa parola è stata esaltata o negata, piegandosi ad essere di volta in volta una classificazione burocratica, una schedatura poliziesca, un valore per cui lottare, una richiesta di riconoscimento, una affermazione religiosa, etnica, ideologica. Lo spettacolo tenta di toccare qualcuno di questi “territori”, come può fare il teatro, mettendo in scena conflitti, facendo domande, senza dare soluzioni univoche, riflettendo su come la parola Identità si presti ad essere relativizzata e modificata a seconda dei contesti.

A fare da filo conduttore dello spettacolo nello spettacolo di Marco Baliani è un uomo che percorre la strada di una città, per andare a denunciare lo smarrimento della sua carta d’identità. Durante il tragitto avvengono incontri che innescano pensieri, digressioni, metafore e racconti. Un flusso monologante che ruota continuamente intorno alla parola chiave “identità”. Ogni tanto, il flusso è interrotto da improvvisi blitz narrativi, che avvengono con registri linguistici diversi, aprendo nuovi sentieri di esplorazione del medesimo tema identitario. Infine, a spostare ulteriormente le coordinate, un dialogo surreale e poetico che compendia in altro modo i temi trattati. Lo spettatore è portato, dunque, a compiere un suo viaggio interiore intorno alle difficili declinazioni della parola Identità. A farci da stimolo sono state le riflessioni contenute in un breve saggio del romanziere Amin Maalouf, intitolato “L’identità”, le argomentazioni condotte dal viaggiatore Ryszard Kapuscinski nel libro “Io e l’altro”, le tematiche racchiuse ne “La conquista dell’America” del saggista Tzvetan Todorov e i pensieri della filosofa Adriana Cavarero in “Tu che mi guardi, tu che mi racconti”.

Biglietti: Intero, 15 € – Ridotto, 12 € – Studenti, 10 €

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