Presentazione

gocce

A volte il teatro si trasforma in una macchina del tempo: sia perché vi recita un attore nella cui arte risuonano echi di voci, espressioni, gesti di un mondo ormai perduto; sia perché, al contrario, vi fa per la prima volta la comparsa un’idea così nuova dello stare in scena, da sentirsi di colpo sbalzati in un possibile futuro. E’ una forma di rapimento che va oltre l’adesione estetica: è una specie di sortilegio, una stregoneria, un linguaggio profetico.(Sandro Lombardi)

“Gocce” persegue l’obiettivo della ricostruzione sistematica, a Varese, di uno spazio di programmazione aperto al grande repertorio del nuovo teatro italiano e che con questo si identifichi: un repertorio di teatro d’arte rivolto in primo luogo alle giovani generazioni che – in quest’area della scena – più facilmente incontrano temi e linguaggi prossimi al loro immaginario.

La rassegna si rivolge quindi ad un pubblico non rituale, che si reca a teatro anche perché avverte il bisogno di esperienze culturali che creino inquietudini, lascino un segno, attivino emozioni, producano spazi per il pensiero. Una dimensione che oltrepassa l’idea del teatro come intrattenimento fine a se stesso o ricerca esclusiva della risata e della spensieratezza per farsi al contrario occasione di dibattito, occhio aperto sulla contemporaneità e sulle sue contraddizioni, vera e propria piazza per la riflessione di una comunità su di sé attraverso quel che accade in scena, attraverso la relazione con un’arte che si confronta con il mondo. E’ l’antica dimensione della polis, che pare poter sopravvivere – in tempi di smemoratezza, indifferenza, crisi, chiusura – solo attraverso la ricostruzione di spazi protetti, in cui abbia luogo realmente un incontro.

Così, per il quarto anno, il cartellone 2016 propone otto spettacoli di grande qualità, altrettante Gocce gettate nel mare della cultura cittadina, muovendoci tra pensiero e memoria. Quest’anno il cartellone – eccezionalmente, poiché eccezionale è l’appuntamento – si apre al Teatro di Varese (Piazza della Repubblica), con lo spettacolo di Marco Paolini, “Ballata di uomini e cani (29 e 30 gennaio 2016), per poi proseguire come di consueto al Teatro Cinema Nuovo proponendo altri 7 spettacoli, dal 18 febbraio fino al 12 maggio: il ritorno di Marco Baliani accompagnato da Maria Maglietta (“Identità”, 18 febbraio); la splendida attrice Arianna Scommegna che interpreta un bellissimo romanzo di Renata Ciaravino con la supervisione registica di Serena SInigaglia (“Potevo essere io”, 3 marzo); il nuovo spettacolo di Filippo Farina e Valentina Maselli coprodotto da Rag Time e in Prima Nazionale (“Arimo! Genova che non mi lascia”, 17 marzo); la fisica e la filosofia del tempo e i suoi paradossi nell’interpretazione di Roberto Abbiati e Andrea Brunello (“Torno indietro e uccido il nonno”, 7 aprile); la pluripremiata Carrozzeria Orfeo con il suo Thanks for vaselina(14 aprile); il ritorno di Karl Marx sulla terra nei panni di Marco Sgarbi, da un testo di Howard Zinn (“Marx a Soho”, 28 aprile) ed infine la varesina Angela Dematté, di recente vincitrice del Premio Scenario col suo bellissimo “Mad in Europe” (12 maggio).

Una stagione coerente con il ruolo di un teatro che – nelle parole di Paolo Grassi – non sia “una decorosa sopravvivenza di abitudini mondane o un astratto omaggio alla cultura. Il teatro resta il luogo dove la comunità adunandosi liberamente a contemplare e a rivivere, si rivela a se stessa; il luogo dove fa la prova di una parola da accettare o da respingere: di una parola che accolta, diventerà domani un centro del suo operare, suggerirà ritmo e misura ai suoi giorni”.

Anche se ce ne scordiamo, non abbiamo tempo o preferiamo non pensarci, siamo fatti di storie e di domande: la stagione tenta, per qualche serata, di dedicare a tutti un tempo e un luogo per pensare.

Adriano Gallina

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